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L’INFERTILITÀ MASCHILE

Domanda: Dott. Cardella è vero che la fertilità maschile è in rapido declino?
Risposta: Constatiamo da anni che la fertilità maschile è in declino e la potenziale fertilità del maschio sta crollando; questo dipende da molti fattori ed alle patologie dell’apparato riproduttivo oggi si aggiungono elementi negativi legati all’ambiente in cui viviamo e allo stile di vita.
Domanda: In base a quali dati, dott.Cardella, come andrologo può affermare questo?
Risposta: E’ un dato che emerge, un esempio tra tanti, da studi effettuati su popolazioni del nord Europa che, vivendo con un tenore di vita simile e con analoghi stili di vita, ma esposte ad inquinamento ambientale diverso, hanno un calo sensibile del potenziale di fertilità quanto è maggiore l’inquinamento. Inoltre all’interno della stessa collettività soggetti che hanno abitudini nocive per la capacità riproduttiva sono più penalizzati.
Domanda: Dott.Cardella, le patologie che riducono la capacità riproduttiva dei maschi oggi sono più frequenti?
Risposta: Alcune oggi si diagnosticano anche precocemente, come il criptorchidismo e il varicocele, altre sono più frequenti, come l’obesità, il diabete, le infiammazioni e infezioni dell’apparato riproduttivo. Il fatto nuovo, rispetto alle generazioni precedenti, è che i soggetti affetti da queste patologie sono ulteriormente penalizzati da fattori individualmente inevitabili, come quelli ambientali, ed evitabili come i comportamenti nocivi nello stile di vita.
Domanda: Dott. Cardella, perché nonostante l’inquinamento ambientale la speranza di vita è aumentata, mentre il potenziale di fertilità si riduce costantemente?
Risposta: Perché le cellule riproduttive del maschio sono le cellule che hanno la maggiore velocità di duplicazione e di crescita; maggiore è l’attività cellulare di un tessuto, maggiore è l’esposizione e al possibile danno da agenti nocivi. Per questo i danni da inquinamento ambientale sono così evidenti per la fertilità anche dove l’inquinamento sembra meno presente.
Domanda: A quali situazioni si riferisce?
Risposta: Di solito pensiamo all’inquinamento quando parliamo di situazioni particolarmente disastrose come Seveso, Taranto, le campagne con discariche abusive, ma queste sono situazioni particolari e gravissime, tali da determinare addirittura tumori, piuttosto che riduzione della fertilità. Quando parliamo di danno dell’ambiente alla capacità riproduttiva oltre alle sostanze disperse nell’aria per il traffico e il riscaldamento, pensiamo anche a inquinanti particolari.
Domanda: Quali, Dott.Cardella?
Risposta: Il gruppo ampio ed eterogeneo degli “interferenti endocrini”, che include sostanze di varia natura e di varia provenienza, che agiscono interferendo sulla attività delle ghiandole endocrine e sulla azione degli ormoni sui tessuti. Un esempio è rappresentato dal bisfenolo A, una sostanza presente nelle plastiche per uso non solo alimentare, particolarmente persistente nell’ambiente. Altro esempio è rappresentato dai pesticidi, la cui persistenza negli alimenti rimane nel tempo, resiste ai trattamenti; si depositano e aumentano nell’organismo avendo affinità per il tessuto adiposo, agiscono in modo particolarmente insidioso e persistente durante lo sviluppo fetale e l’adolescenza, come tutti gli ”interferenti endocrini”.
Domanda: Dott.Cardella, nello stile di vita quali sono i comportamenti a rischio per la fertilità maschile?
Risposta: Sono numerosi, nessuno può essere considerato in assoluto una causa determinante per una riduzione della infertilità maschile, ma tutti, spesso variamente associati, a volte anche in coincidenza con patologie andrologiche, endocrine e generali, sono da evitare per preservare la potenzialità riproduttiva. Per una risposta più dettagliata è utile leggere “Infertilità e Stili di Vita”.

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