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DISFUNZIONE ERETTILE
TERAPIA FARMACOLOGICA ORALE

Da qualche tempo ho difficoltà ad ottenere e mantenere l’erezione. Il Medico di Famiglia mi ha prescritto un farmaco di quelli che “aiutano” ma non l’ho preso per paura che mi facesse male, soprattutto al cuore. Lei che mi dice?

Le dico che avrebbe potuto assumerlo tranquillamente perché il Collega che lo ha prescritto ha sicuramente escluso le controindicazioni, che sono limitate. Queste sono la contemporanea assunzione di particolari farmaci per la malattia ischemica del cuore (nitrati) o la presenza di una rara malattia genetica che interessa la retina, gli occhi; ma questa viene diagnosticata in età pediatrica e quindi il paziente ne è certamente consapevole.

Ma io sono abbastanza anziano e ho avuto qualche problema con il cuore. Non c’è il rischio che assumendo questi farmaci affatico il mio fisico obbligandolo a fare uno sforzo eccessivo?

Questi farmaci sono sicuri anche nei cardiopatici e non sono controindicati nemmeno in chi ha già subito un infarto. Se si seguono le indicazioni del medico, che valuta il paziente in tutte le sue necessità e potenzialità fisiche, non solo per l’attività sessuale, il paziente può assumere questi farmaci in assoluta sicurezza.

Ma anche se il farmaco è sicuro, non faccio uno sforzo fisico eccessivo?

No, perché questi farmaci sono compatibili per ogni uomo che possa svolgere la normale attività fisica propria della sua età anagrafica.

Ma come agiscono? Non rendono il rapporto sessuale una cosa non naturaleperché è favorito dalla pillola?

No. Questi farmaci, che sono in tutto tre, agiscono con lo stesso meccanismo di azione. Ritardano la degradazione ovvero l’eliminazione di una sostanza fondamentale per l’erezione che è l’ossido nitrico; con questi farmaci ne viene ritardata l’eliminazione , nei corpi cavernosi se ve determina una concentrazione maggiore, e quindi l’erezione è più efficace e più pronta. Per quanto riguarda la spontaneità del rapporto, ed è questa una domanda che si pongono soprattutto le donne, va chiarito che questi farmaci rendono più rapida e consistente l’erezione se c’è desiderio di intimità, non determinano l’erezione a prescindere dal desiderio. A volte il desiderio può essere disturbato o annullato dall’ansia del rapporto, dovuta a vari fattori, e allora il farmaco può essere utile a contrastare l’effetto negativo che questo disagio psicologico ha sulla erezione.

Possono essere considerati afrodisiaci?

Gli afrodisiaci sono un mito che non trova riscontri nella realtà. Ma è certo che quando l’uomo può constatare di avere ritrovato vigore fisico, quando avverte che può ottenere una erezione di consistenza valida e durevole, ritrova sicurezza e questo favorisce moltissimo l’aumento del desiderio.

Ma questi farmaci sono sintomatici ? Ovvero agiscono soltanto durante la loro presenza nell’organismo? E questo non da dipendenza , cioè non costringe a non poterne fare a meno?

No. La dipendenza può essere di natura psicologica se il farmaco èautogestito dal paziente e ne fa uso quando non è necessario; questo di solito non si verifica se si è seguiti dall’Andrologo perché lo specialista è in grado di valutare gli aspetti psicologici del caso, e su questi aspetti gli effetti della terapia. Per quanto riguarda l’azione del farmaco, questa non è soltanto sintomatica, ma anche terapeutica. I pazienti che presentano cause organiche di disfunzione erettile e che li assumono con regolarità hanno miglioramenti oggettivi, quindi non legati a valutazioni personali, della loro attività sessuale, proprio perché la terapia migliora la funzionalità dei corpi cavernosi.

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